Ecco. Il PC é ancora caldo e si é spento da poco il collegamento. Il webinar della Giornata SICVE prima e dell’Assemblea poi é terminato. Tempo scaduto. Il nostro Presidente in giacca e cravatta con un pizzico di emozione ha celebrato il momento piú solenne di un’Associazione, l’Assemblea, in cui i Soci si ritrovano e rinsaldano un patto di alleanza sottoscritto, nero su bianco, sul modulo di iscrizione, riempito da ciascuno di noi anni fa o giorni fa, quasi fosse un fonte battesimale.  Qualcuno dirá che questa é esagerazione.  Non é cosí. Ci sono due modi per vivere ogni momento della nostra vita societaria, e anche l’Assemblea. Un modo semplice e facile, distaccato, quasi di presenza e assenza allo stesso tempo. L’altro modo piú misterioso e complesso da spiegare, partecipato, di presenza vera anche se in silenzio, ad ascoltare e poter esprimere il proprio parere e la propria emozione, magari con una semplice chat o alzata di mano. Il modo piú giusto é questo per onorare e riconoscersi nella propria grande famiglia. Quasi a rimanere un pó dispiaciuti quando ci si saluta e ci si lascia. Sapendo che in realtá non ci si lascia. Sta a ciascuno di noi vivere ogni momento in questo modo. Sta a ciascuno di noi vivere la vita societaria in questo modo. Come in una grande e unica famiglia nella quale non ci si lascia mai.

Il nostro Presidente ha piú volte sottolineato come questo virus abbia cambiato le nostre solite abitudini di ritrovarsi. Ricordate, sembra tanto tempo fa, quando al Congresso ci si ritrovava, ci si guardava negli occhi, una stretta di mano magari veloce, un abbraccio, il trovarsi seduti affianco, persino la propria abitudine a sedersi in una data posizione in aula. E il momento allo stand o al bar a bere un caffé, in attesa di sedersi a cena con la propria solita cerchia di amici, ma tutti assieme, anche in momenti goliardici. Abbiamo tutti tanta voglia di tornare a farlo. Ci mancano questi momenti ed é umano sentirne la mancanza.

Questo virus ci ha fatto accantonare (per ora) l’incontro di persona che é il modo in cui noi umani abbiamo consolidato nelle ere e nei millenni e suggellato amicizie, fedeltá e collaborazioni.  Ma questo virus non ha vinto. Anche se a distanza e con un clic sulla tastiera, davanti a un monitor che ha inquadrato il nostro Presidente, che ci ha appena declamato la Relazione Morale, o il nostro Segretario che ci ha invitato a esprimerci, abbiamo suggellato anche questa volta e oggi, 28 novembre 2020, il nostro patto di amicizia, fedeltá e collaborazione.

Ieri abbiamo votato e scelto i Consiglieri del nuovo Direttivo che assieme al nuovo Presidente guideranno la nostra SICVE per il prossimo biennio. Un augurio speciale va a loro. E’ stata la prima volta che abbiamo votato un Consiglio Direttivo e scelto i nostri Consiglieri preferiti attraverso il PC o il dispositivo mobile. Quasi avessimo previsto, quando abbiamo modificato lo Statuto, l’impossibilitá a votare di persona nella cabina elettorale. L’intenzione era allora il progresso tecnologico. Su questo fronte il progresso non é giunto in ritardo, il virus ci ha trovati preparati. La media del 65% di votanti sugli aventi diritto é stato un successo e (a memoria) un record. Abbiamo scelto liberamente candidati presentatisi liberamente.  E adesso non ci sono, né devono esserci candidati vincitori o vinti. Perché non c’é una coppa o una medaglia da vincere o perdere. C’é un posto da onorare in Direttivo con impegno e sacrificio quotidiano in mansioni e problematiche non facili da portare avanti. Non ci sono vincitori o vinti perché nella nostra comunitá scientifica c’é posto per tutti, per chiunque abbia voglia di ritagliarsi spazio e tempo da dedicare a qualche iniziativa nell’interesse comune. Oggi sono stati esposti dal Presidente diversi spazi d’azione per tutti noi. Ad esempio il Registro, le Pubblicazioni sulla nostra Rivista, i Questionari e le iniziative che vengono promosse dai nostri Referenti Regionali, i Social. In questi e altri ambiti ciascuno di noi potrá svolgere un piccolo grande compito e fare la propria piccola grande parte, indipendentemente da ruoli assegnati.  La Societá é la piattaforma comune sulla quale ciascuno di noi puó costruire il proprio solido edificio per una grande metropoli.

Sappiamo che in quel passaggio di testimone da un Presidente all’altro e da un Direttivo all’altro, in quel gesto c’é una promessa che appartiene a tutti noi .

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