Ci risiamo. La temuta seconda ondata é arrivata e sembra minacciare seriamente, alcuni dicono meno in termini di letalitá, altri dicono in egual misura rispetto alla prima ondata dei mesi tragici pre estivi. Anche per la Spagnola di un secolo fa ci fu una seconda ondata che fu addirittura peggiore della prima. Speriamo che la storia non si ripeta. La maggior parte dei virologi sostengono che il SARS-COV-2 non si é per nulla addomesticato ma é ugualmente in grado di far molto male. Forse la percentuale (comunque in salita) di malati rispetto ai positivi é inferiore rispetto alla prima ondata, ma é anche vero che la contagiositá sembra essere sempre molto alta se non piú alta di prima e in piú si assiste ora ad una riduzione dell’etá media dei malati gravi. Qualcuno sostiene che forse si sta esagerando e si sta facendo del terrorismo e che le misure troppo drastiche, come un nuovo lockdown globale, finirebbero per bloccare del tutto l’economia, con gravi ripercussioni di conseguenza anche sulla salute pubblica. Alcuni, sempre più numerosi, sono disperati per l’economia in ginocchio fino a scendere in piazza per sfogare tutta la loro disperazione.

Ci risiamo. La medicina di territorio é tornata in trincea, dovendo affrontare in piú questa volta anche il virus influenzale, e gli ospedali sono ovunque nel Paese giá in stato di emergenza. Si stanno chiudendo posti di ricoveri ordinari, per destinarli e limitarli alle emergenze o ai ricoveri non procrastinabili e ricavare quanto piú possibile posti e reparti Covid. E le terapie intensive tornano ad ospitare e a riempirsi di pazienti Covid. Bisognerá quindi che anche noi chirurghi vascolari a breve riprendiamo a seguire le direttive e le indicazioni che il 22 marzo il nostro Presidente e il nostro Direttivo emanavano ufficialmente: in poche parole, solo interventi chirurgici urgenti o non procrastinabili. Siamo pronti a fare di nuovo la nostra parte, pur sapendo che le patologie non Covid subiranno un’ulteriore ritardo di prestazioni di cure con, sul nostro versante, piú amputati, piú ictus, piú decessi per rotture di aneurismi.

Ci risiamo. Con la sola speranza questa volta che i morti siano di meno e le cure migliori e piú tempestive fin dai primi sintomi, perché qualcosa nel frattempo abbiamo imparato, sempre in attesa che arrivi questo vaccino, che alcuni peró affermano che forse non sará del tutto cosí efficace come gli altri vaccini e che sappiamo che comunque sará a disposizione solo tra alcuni mesi, certo non subito.

Ci sconforta la conclusione di pochi giorni fa di Cartabellota, Presidente GIMBE : “L’avvicendarsi di DPCM a cadenza settimanale e la parallela introduzione di ulteriori misure in alcune Regioni, dal coprifuoco alla chiusura dei centri commerciali nei weekend, dimostrano tuttavia che la politica non ha una vera strategia per contenere la seconda ondata. Se, come riferito dal premier Conte in Parlamento, l’obiettivo è quello di tutelare sia la salute che l’economia, Governo, Regioni ed Enti locali devono prendere atto che il virus corre sempre più veloce delle loro decisioni. Non si può continuare ad inseguirlo basandosi sui numeri del giorno che riflettono i contagi di 15 giorni prima, ma occorre guardare alla proiezione delle curve a 2 settimane per decidere immediatamente lockdown mirati, eventuali zone rosse locali e misure restrittive molto più rigorose.”

Ci risiamo. Si poteva fare qualcosa di piú durante l’estate e non é stato fatto ? Si potrebbe fare qualcosa di piú ora e non lo stiamo facendo ? Certo, sembra che stiamo entrando di nuovo nel tunnel, o forse ci siamo giá. Certo, l’incubo é all’orizzonte. L’incubo di quelle sirene spiegate in strade vuote a rompere un silenzio piú assordante che mai.

Mai avremmo voluto pubblicare questo Post.

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